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Nerazzurri in prestito, 1a parte – Kessie regala l’Europa al Milan, Sportiello quasi fuori

Franck Kessie, qui controllato da Masiello che poi farà 1-1: il Milan ringrazia l'ex di turno

La classica zampata dell’ex contro l’Atalanta vale la qualificazione ai rossoneri, anche se il sesto posto è ancora da blindare. Solo la matematica lascia speranze alla Fiorentina del portiere cresciuto a Zingonia

Un filtrante di tacco per Montolivo, Toloi ancor prima di farsi cacciare (70′, applausi di scherno all’arbitro Guida che poi caccia anche il caravaggino al 75′ per il falciaerba sul Papu) non perfeziona la diagonale per anticipare Kalinic e hop, destro secco nell’angolino di Berisha. Franck Kessie all’ora di gioco regala al Milan la qualificazione europea da ex, contro l’Atalanta, togliendo le castagne dal fuoco a Ringhio Gattuso dopo il poker sulla gobba dalla Juventus nella finale di Coppa Italia.

Cinquina nella casella dei marcatori per l’interno ivoriano, e pazienza se i nerazzurri fanno pari al 92′ grazie all’imbeccata di Ilicic per la zuccata di Masiello. Per la certezza del sesto posto (61 a 60 proprio contro la Dea), nondimeno, in caso di bottino pieno della concorrenza a Cagliari servirebbero tre punti contro la Fiorentina di Marco Sportiello, che solo la matematica non condanna dall’esclusione dalla sorella minore delle coppe: dopo l’inopinato ko casalingo coi sardi, per colpa dell’imbucata di fronte di Pavoletti al 37′ sulla punizione dalla destra di Lykogiannis, i viola (57) devono sperare nell’exploit degli stessi coi bergamaschi e in colpaccio a San Siro tale da sovvertire i 7 gol nel quoziente reti attualmente a favore altrui.

Roberto Gagliardini. Ancora spettatore, da convalescente, della sua Inter (69) ko in casa col Sassuolo nel Saturday Night: il colpo da biliardo di Rafinha (80′) non basta a rovinare la festa a sorpresa del Sassuolo, passato grazie alla punizione di Politano (25′) e al capolavoro nel sette di Berardi (72′). Vincendo all’Olimpico con la Lazio (72) all’ultima giornata, però, sarebbe Champions per la classifica avulsa.

Jasmin Kurtic, Federico Mattiello e Alberto Paloschi. Nella tana del Torino, con l’esterno infortunato agli adduttori, l’ex nerazzurro Grassi (22′) illude la Spal con un tiro da fuori, ma Belotti (68′) gira in rete di sinistro il cross di Berenguer prima di costringere lo sloveno al fallo da ammonizione (78′, settima in campionato), dell’uscita del centravanti (80′) per Floccari e della beffa in rimonta suggerita dallo stesso Gallo a De Silvestri (87′). Per salvarsi ai ferraresi, che domenica ospitano la Samp, basta chiudere cogli stessi punti del Crotone, impegnato a Napoli: quota 35 per entrambe, scontri diretti a favore anche grazie ai gol del cividatese all’andata (1-1) e allo “Scida” (vittoria per 3-2).

Marco D’Alessandro e Berat Djimsiti. Solo il difensore albanese in campo per il degnissimo saluto del Benevento (21, ultimo) ai propri tifosi: decide Diabaté a tre dal novantesimo su assist di Brignola, dalla sua l’atalantino in prestito si fa intercettare da Lamanna (73′) un’inzuccata su sponda di Sagna sugli sviluppi di un corner.

Akos Kecskés. Nemmeno in panchina nel quarto ko delle ultime cinque gare del Korona Kielce (78′ Kapidzic), ottavo a 49 nell’Ekstraklasa polacca, sul campo del Wisla Plock (2′ e 41′ Kanté, 14′ Bilinski, 88′ Varela su rigore).
Constantin Nica. Fa sempre a meno di lui la Dinamo Bucarest che battendo 2-0 (34′ e 53′ Diogo Salomao) il Botosani allunga a più 9 sulla diretta concorrente per il (platonico) primo posto nel Relegation Round della Liga I rumena: 41 a 32 a 5 partite dalla fine, vanno giù settima e ottava mentre la sesta spareggia.

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