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Calciatori che pagano per giocare, ecco l’inchiesta di Non è l’Arena

Interessante inchiesta sul mondo del calcio andata in onda stasera nel corso della trasmissione Non è l’Arena di Massimo Giletti su La7.

Tramite l’aiuto del calciatore Filippo Consulo, ex tra le altra di Giulianova e Brindisi, Giletti ed il giornalista Luca Sgarbi hanno provato a addentrarsi nelle intrigate dinamiche che portano alcuni giocatori a pagare per entrare nelle rose di società professionistiche.
Consulo racconta del fatto di aver fatto un provino per un club a 15 anni, ma di non esser stato preso perchè gli è stato preferito un figlio d’arte, che a livello di ruolo nemmeno sarebbe servito alla società.

In un colloquio tra Consulo e un influente procuratore si dice addirittura che il fenomeno esiste anche in Serie A e B.
Lo stesso agente prova a proporlo a varie società, anche all’estero, valutando le possibili soluzioni in giro per l’Europa.
L’intermediario dice anche che non gli piace questo sistema, almeno a parola, ma ormai la situazione è radicata.

Presente in trasmissione anche Luciano Moggi, che ha dichiarato: “E’ un fatto che accade da parecchio, e la colpa è dei genitori che pagano per far giocare i propri figli. Pur di giocare a calcio c’è chi è disposto a pagare pur di farlo. Io condanno i dirigenti che prendono i soldi, ma a condannarli dovrebbe essere chi sta in alto.
Nelle serie minori questo è normale. Bisognerebbe anche chiedersi perchè ci sono presidenti che comprano società da un anno all’altro e poi le fanno fallire.
Molte società riempiono di ragazzini stranieri, contro cui non ho nulla, i settori giovanili solo perchè la cosa è migliore per i tifosi, ma così non danno dignità allo stesso settore giovanile”.

Damiano Tommasi, anch’egli in studio, ha invece reagito dicendo: “Io da presidente dell’Assocalciatori non ho potere. Da giovane ho avuto la fortuna di poter essere consigliato bene dal responsabile del settore giovanile.
C’è da insistere sulle norme, come si fa in Inghilterra. Bisogna però rendere merito a tutti coloro che fanno bene il loro mestiere”.

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