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Scooter lanciato a S.Siro, ecco cosa è cambiato oggi

Sono passati poco più di 15 anni da quel 6 maggio 2001 quando dalle tribune di San Siro, uno scooter venne lanciato dal secondo anello verde negli ultimi minuti di un’Inter – Atalanta.

Lo scorso maggio uno dei protagonisti di quell’episodio è tornato a far parlare di sé: come riportava Ticinonews, uno degli artefici del lancio dello scooter, impiegato all’Ospedale Civico di Lugano, è stato licenziato per via di un’aggressione fisica ai danni di un suo superiore. L’uomo, noto per atteggiamenti goliardici, era riuscito a nascondere però gli episodi risalenti al 2001 e ai fatti del Meazza.

IL RACCONTO: “Non è una partita come le altre. I Bg non sono sfigati come i gobbi, sono tosti. Proprio come il loro capo. E si respira un’aria strana a San Siro. Nell’enorme piazzale dello Sport, improvvisamente, si blocca tutto. Scende un silenzio surreale. Eppure all’inizio della partita non manca tanto. Il traffico è bloccato per qualche minuto, i tram restano immobilizzati al capolinea, le famiglie si affrettano a imboccare l’entrata. La gente che resta lì ha lo sguardo rivolto all’orizzonte.
C’è un’enorme chiazza nera che avanza. Sibila, poi urla, poi suona. Sono loro, i Bg.
Sono tanti e si avvicinano, compatti, allo stadio. La polizia è schierata, ma fermare un corteo fatto di scooter è pressoché impossibile. Nino e il suo gruppo si preparano.  Bg e Nord si ritrovano presto faccia a faccia. La polizia, stavolta, è disorientata. Lo sciame di motorini si spinge a un centinaio di metri dal baretto. Il capo dei Bg, con una decina di fedelissimi, aggira le forze dell’ordine. Vanno anche loro là in fondo, dove c’è Nino che li aspetta. Sembra l’inizio della fine. Bastoni, coltelli. Nino tiene a bada i Bg che gli vanno incontro. I fendenti solcano l’aria. C’è un Bg pelato, sulla quarantina, che arriva a tiro di Nino. Non c’è match. Nino lo sta per fare a polpette, ma nessuno retrocede di un millimetro. Fine dello show: la polizia carica quel fazzoletto di strada e tutto termina dopo pochi secondi con il pelato a terra, tagliato. Restano lì un po’ di motorini, parcheggiati dai Bg. Uno di questi è quello del loro capo. Per la Nord diventa il simbolo della fuga dei rivali, è lo scalpo da mostrare al nemico. A San Siro è possibile farlo: c’è infatti una comodissima rampa che porta al secondo anello. E uno scooter non è poi così pesante. A partita in corso compare lassù, nel cuore della curva. Bruciamoglielo davanti agli occhi. Un gruppetto di cinque o sei si scaglia contro il cinquantino. Lo prendono a calci e pugni, come se quel povero mezzo avesse violentato le loro mamme. Nel delirio collettivo la situazione degenera. Sollevano e buttano giù lo scooter, che rotola pericolosamente sui gradoni del secondo anello, mettendosi a rimbalzare. L’ultimo salto potrebbe proiettarlo al di là della transenna, verso il vuoto, per un tragico volo sul primo anello, venti metri più sotto! Il rimbalzo finale, per fortuna, viene attutito dalla sella e dallo spigolo di uno degli ultimi gradoni. Il cinquantino termina la sua folle corsa, ripresa in mondovisione, sulla balaustra”.

Ceccarelli, ultrà interista, per “Il teppista, trent’anni maledetti a Milano”, Indiscreto – Stefano Olivari Editore, 2011.

Un episodio che ha lasciato un segno nel modo di vedere, parlare e raccontare il mondo ultras o più genericamente, purtroppo, quello del tifo organizzato. Un tuffo verso il fondo, quel celebre luogo sconosciuto spesso toccato, e che per qualche principio alchimistico, psicologico o per necessità – mettetela come volete – porta alla risalita. È stato così per il fatidico popolo delle curve italiane, che da quel momento in poi, seppur a rilento tra nuovi eccessi ed aggregazione, è stato capace di guadagnarsi maggiore identità, credibilità e stima.

10 Commenti

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E di chi era????? Ops

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Davide Rossi
PRESENTE

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ZERO MENTALITÀ ULTRAS. Come in quasi tutte le curve delle grandi città…ma si sapeva già….

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Ero lì quel giorno…. Che imbecilli…… Forza Dea!!!!!

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Sfigati di BAUSCIA!!!! Grandi uomini dietro la massa, poi il nulla….ah ah ah…1907a vita….

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Se ti serve un ferroo. Per sentirti.un EROE te lo presto io o..

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Vabene Diego mi serve

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Interista sei un cretino te la prendi col motorino…..

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Mattia Noris spero che non e vero ??

trackback

[…] diverse versioni su come andarono realmente le cose quel giorno. Secondo la più accreditata, raccontata dall’ultras nerazzurro Nino Ceccarelli nel libro Il teppista, trent’anni maledetti […]

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